Relazione generale

I recenti terremoti in Italia: Acquisizioni scientifiche, percezione del rischio e impatto sulla società.

Amato A.
  Venerdì 15/09   14:30 - 15:30   Aula A101   IV - Geofisica e fisica dell'ambiente
La recente sequenza sismica del Centro Italia ha messo in luce, più di ogni altro terremoto precedente, le potenzialità e i limiti dell'attuale scienza sismologica. Mai come in questo evento, infatti, i dati sismologici, geodetici, geologici, hanno consentito di delineare in tempi rapidissimi e in così grande dettaglio l'evoluzione della sequenza e l'attivazione successiva di un complesso sistema di faglie. Se, da un lato, questa circostanza ha impedito che i terremoti successivi, incluso quello più forte del 30 ottobre 2016 (magnitudo 6.5), producessero altre vittime, dall'altro ha palesato i limiti dei modelli previsionali, sia nelle fasi precedenti il primo forte evento del 24 agosto, sia nell'occorrenza degli eventi successivi. Dopo una rassegna delle conoscenze scientifiche sull'evento, in questo contributo rifletterò sull'impatto di questi terremoti sotto vari punti di vista. A partire da quello, drammatico, dei crolli e della conseguente perdita di vite umane, enfatizzando come, storicamente, l'attenzione alle buone pratiche edilizie abbia fatto la differenza tra la vita e la morte, tra la ripartenza e l'abbandono, come evidente dal raffronto tra due città simbolo di questo evento, Norcia e Amatrice. L'altro aspetto è quello relativo alla risposta della società (dei politici, dei media, dell'opinione pubblica) agli eventi del 2016 e a quello, geologicamente molto simile, dell'Aquila. Nel 2009, infatti, la discussione pubblica si incentrò sul tema della prevedibilità e sulla ricerca dei colpevoli del disastro, con i noti strascichi giudiziari. In questi mesi, al contrario, l'attenzione si è focalizzata, più correttamente, sul tema della prevenzione, con il varo di misure importanti per la riduzione del rischio sismico.