Comunicazione

Microspettroscopia Raman di monociti umani esposti a onde elettromagnetiche a 1.8 GHz.

Lasalvia M., Perna G., Schiavulli L., Ligonzo T., Casamassima G., Biagi P.F., Ermini A., Capozzi V.
  Venerdì 15/09   15:30 - 18:30   Aula A204   V - Biofisica e fisica medica
Negli ultimi anni, le indagini sulle modificazioni morfologiche e biochimiche che si verificano nelle cellule linfo-monocitarie di sangue periferico in seguito ad esposizione a campi elettromagnetici non ionizzanti hanno fornito risultati controversi. Pertanto, questo problema è ancora molto dibattuto, in particolare mediante esperimenti $in vitro$, nei quali alcuni parametri sperimentali possono essere facilmente controllati. In questo studio abbiamo esposto sangue intero da donatori sani a campi elettromagnetici a 1.8 GHz e intensità di 200 V/m per vari tempi, tra 1 e 20 ore. L'esposizione è stata realizzata all'interno di un'opportuna camera riverberante, in cui l'intensità del campo elettromagnetico e la temperatura sono controllati. Dopo l'esposizione, le cellule linfo-monocitarie sono state isolate dal sangue periferico mediante metodi di centrifugazione con gradiente di densità. L'analisi morfologica mediante microscopia ottica, basata sulla stima del rapporto tra il numero di cellule alterate e sane dopo la colorazione con il metodo May-Grünwald-Giemsa, ha mostrato che un'evidente alterazione morfologica delle cellule è avvenuta dopo l'esposizione al campo elettromagnetico a 1.8 GHz, in misura proporzionale al tempo di esposizione. Spettri Raman su $monociti controllo$ ed esposti sono stati misurati usando la riga laser a 514.5 nm e gli spettri medi, calcolati da misure su circa 20 singole cellule per ogni tipo di campione, sono stati confrontati. Ogni singolo spettro è stato analizzato mediante funzioni di Voigt e sono state confrontate le intensità di alcuni picchi specifici relativi a modi vibrazionali caratteristici del DNA (a 785, 1092 e 1578 cm${}^{-1}$) e delle proteine (a 1003 e 1615 cm${}^{-1}$). In particolare, i rapporti di intensità I_785/I_1003, I_1092/I_1003 e I_1578/I_1615 sono significativamente maggiori nelle cellule non esposte rispetto a quelle irraggiate e la differenza di tali rapporti diminuisce con il tempo di esposizione. Tali risultati suggeriscono una maggiore modificazione biochimica indotta dalle radiazioni negli acidi nucleici rispetto a quella nelle proteine, proporzionalmente al tempo di esposizione.